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G7 ambiente senza clima: una scelta che indebolisce la sfida globale

23 aprile 2026

Un G7 sull’ambiente che evita il tema del cambiamento climatico accende il dibattito internazionale e solleva interrogativi sul ruolo e sull’efficacia del forum. A Parigi, i rappresentanti dei principali Paesi industrializzati si riuniscono per discutere di biodiversità, oceani e desertificazione, lasciando però fuori dall’agenda uno dei nodi centrali della crisi ambientale globale.


Una scelta definita “diplomatica” dal governo francese, che ha puntato su temi meno divisivi per preservare l’unità tra i Paesi membri, alla luce delle posizioni degli Stati Uniti, recentemente usciti dagli accordi internazionali sul clima. Una linea che, tuttavia, sta suscitando critiche da parte di organizzazioni e attivisti, preoccupati per il rischio di un indebolimento dell’azione collettiva.


Un G7 sull’ambiente che evita il tema del cambiamento climatico è una scelta che non può passare inosservatadichiara Luca De Gaetano, fondatore e presidente dell’organizzazione impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica e nella sensibilizzazione ambientale –. Comprendiamo le logiche diplomatiche che guidano questi contesti e l’importanza di mantenere il dialogo aperto tra i Paesi. Tuttavia, non affrontare oggi il nodo climatico non è una posizione neutrale, ma una decisione politica precisa”.


Per Plastic Free, infatti, il cambiamento climatico non è un tema accessorio ma il perno attorno a cui ruotano tutte le altre sfide ambientali. “La crisi climatica rappresenta il cuore delle questioni globali: ignorarla rischia di indebolire qualsiasi confronto su biodiversità, oceani e desertificazione – prosegue De Gaetano –. La diplomazia è uno strumento fondamentale nei negoziati internazionali e permette di costruire alleanze e convergenze, ma non può trasformarsi in un alibi per rinviare o aggirare i temi più urgenti”.


Da qui il richiamo a una maggiore chiarezza e responsabilità da parte della comunità internazionale. “È necessario indicare una direzione netta e procedere con determinazione. Le posizioni negazioniste o attendiste, che tutelano interessi di breve periodo, non possono rallentare l’azione collettiva: devono essere superate nell’interesse di un futuro condiviso”, conclude il presidente.


In un contesto globale sempre più segnato da eventi estremi e impatti ambientali evidenti, il rischio – sottolinea Plastic Free – è che l’assenza del tema climatico dal tavolo dei grandi decisori internazionali si traduca in un segnale politico debole proprio nel momento in cui servirebbe maggiore leadership.

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