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Italia protagonista in Giordania per un Wadi Rum, patrimonio UNESCO, libero dalla plastica

10 febbraio 2026

Rendere progressivamente plastic free una delle aree desertiche più iconiche al mondo, tutelare un ecosistema fragile patrimonio UNESCO e creare almeno 100 nuovi posti di lavoro, con particolare attenzione all’inclusione femminile: sono questi gli obiettivi al centro del piano strategico avviato nel sud della Giordania, nella zona di Aqaba e dell’area protetta del Wadi Rum.


Il percorso nasce dal confronto istituzionale con Sua Eccellenza Thabet Al-Nabulsi, Commissario al Turismo e agli Affari del Sud del Governo giordano, con cui è stato avviato un dialogo operativo per definire una strategia di breve, medio e lungo termine finalizzata alla riduzione strutturale della plastica nelle aree protette del sud del Paese.


Il piano si inserisce nella più ampia strategia governativa lanciata dal Ministero dell’Ambiente giordano su direttiva della Casa Reale, con l’obiettivo di posizionare la Giordania come uno dei Paesi più green del Medio Oriente attraverso investimenti mirati e politiche ambientali integrate.


A supportare la progettazione e l’implementazione operativa sarà Plastic Free Onlus, associazione ambientalista italiana impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica e coinvolta come partner strategico anche grazie all’esperienza maturata sul campo proprio nel Wadi Rum. Dal 2024 l’associazione è attiva nell’area con missioni ambientali strutturate: le spedizioni del 2024 e della primavera 2025 hanno portato alla rimozione complessiva di oltre tre tonnellate di rifiuti, dalle zone più remote del deserto, tra plastica, copertoni, lattine, resti di bivacchi e centinaia di mozziconi di sigaretta, in collaborazione con i beduini locali e i membri della riserva naturale.


“L’incontro con Sua Eccellenza Al-Nabulsi rappresenta un passaggio strategico fondamentale per costruire un modello di transizione sostenibile che unisca tutela ambientale e sviluppo sociale – dichiara Silvia Pettinicchio, Global Strategy Director di Plastic Free Onlus, presente con Luisa Alesso, Project coordinator in Giordania – Il lavoro che portiamo avanti nel Wadi Rum da oltre due anni dimostra che l’azione concreta sul campo è la base di ogni strategia credibile. Abbiamo rimosso tonnellate di rifiuti in aree isolate e difficili da raggiungere, ma soprattutto abbiamo costruito relazioni solide con la comunità locale. Rendere plastic free il Wadi Rum – aggiunge Pettinicchio – significa proteggere uno degli ecosistemi più preziosi della regione e, allo stesso tempo, generare opportunità economiche per le comunità del territorio. Non esiste vera sostenibilità senza inclusione sociale: per questo il coinvolgimento delle donne e la creazione di nuovi posti di lavoro sono elementi centrali del progetto”.


Nei prossimi giorni proseguiranno le attività con nuove spedizioni di clean up congiunte tra Plastic Free e i ranger dell’area protetta, primo passo operativo verso una trasformazione strutturale che punta a coniugare ambiente, sviluppo e cooperazione internazionale.

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