Santeramo in Colle (BA), oltre 3,5 tonnellate di rifiuti rimosse: volontari e studenti protagonisti per la Giornata della Terra

Tre giornate di mobilitazione, decine di volontari e centinaia di studenti coinvolti: Santeramo in Colle, in provincia di Bari, ha risposto con forza alla Giornata della Terra 2026, dando vita a una delle più significative azioni ambientali del territorio.
A coordinare le attività la referente Filippo Natuzzi, insieme a una rete ampia di associazioni, istituzioni e cittadini che, tra il 18 e il 22 aprile, hanno contribuito a rimuovere oltre 3,5 tonnellate di rifiuti.
Le operazioni sono iniziate sabato 18 aprile nell’area del Bosco di Mesola, dove 21 volontari, supportati da diverse realtà locali e con il patrocinio del Comune di Santeramo in Colle, hanno ripulito i margini della strada Netti-Mesola e alcuni tratti del Cammino Materano. Qui è emersa una criticità ormai cronica: un incrocio trasformato in discarica abusiva, con rifiuti domestici, giocattoli e persino un passeggino ancora riutilizzabile. Tra i materiali rinvenuti anche secchi di vernice, segnale preoccupante di smaltimenti illeciti.
Domenica 19 aprile l’intervento si è spostato in Contrada Panecucco, nei pressi dei campi sportivi di Iazzitiello. Diciassette volontari hanno rimosso ben 1.515 chilogrammi di rifiuti, tra cui indifferenziata, vetro, plastica, materiali edili e 31 pneumatici. Un’azione che ha restituito dignità a un’area rurale pesantemente compromessa da abbandoni sistematici.
Il momento più significativo si è registrato mercoledì 22 aprile, con il coinvolgimento delle nuove generazioni. Circa 140 studenti della Scuola Secondaria di Primo Grado San Giovanni Bosco, guidati dalla dirigente Elena Cardinale e dai docenti, hanno partecipato a un clean up urbano ripulendo il cortile dell’istituto e alcune aree limitrofe, raccogliendo circa 70 chilogrammi di rifiuti.
La giornata si è conclusa con un incontro di sensibilizzazione, durante il quale una testimonianza ha colpito profondamente i presenti: una studentessa ha raccontato di aver perso la propria cavallina a causa dell’ingestione di plastica abbandonata, ricordando a tutti quanto l’inquinamento rappresenti una minaccia concreta non solo per l’ambiente, ma anche per gli animali.
Le tre giornate hanno dimostrato che il cambiamento non è un’idea astratta, ma un percorso che si costruisce con azioni concrete, partecipazione e consapevolezza. Un segnale forte che arriva da una comunità che ha scelto di non voltarsi dall’altra parte.
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