Nel verde del Po a Guastalla (RE) una raccolta da 600 kg: Plastic Free e Plogging ripuliscono l’area di Fogarino

Una caldissima prima domenica di agosto non ha fermato l’impegno dei volontari. Nella zona golenale del Po, in località Fogarino a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, Plastic Free Onlus e Plogging Guastalla sono tornati in azione per ripulire un’area naturale tanto bella quanto fragile.
L’iniziativa, coordinata da Matteo Marmiroli, referente Plastic Free Guastalla, ha coinvolto 7 volontari e si è svolta con la presenza di una Guardia Ecologica Volontaria del nucleo di Reggio Emilia. Il risultato finale racconta la gravità della situazione: oltre 600 chilogrammi di rifiuti raccolti e una discarica abusiva segnalata alle GEV.
L’area, immersa nel verde e vicina a un lago naturale di origine sorgiva nei pressi del fiume Po, è spesso frequentata nel tempo libero da persone che scelgono la golena per pescare, sostare o trascorrere alcune ore all’aperto. Purtroppo, tra la vegetazione sono stati trovati centinaia di bottiglie di vino e birra, resti di falò, griglie da barbecue e numerosi altri rifiuti abbandonati.
La raccolta è stata particolarmente faticosa perché molti materiali erano nascosti dalla vegetazione fitta e hanno richiesto il trasporto manuale dei sacchi, in alcuni casi con il supporto di mezzi propri dei volontari.
Durante l’intervento è stata individuata anche una vera e propria discarica abusiva, dove sono stati rinvenuti un boiler, un televisore, pneumatici e altri oggetti di origine domestica. La presenza di elementi utili all’identificazione ha consentito una pronta segnalazione alle Guardie Ecologiche Volontarie.
“Le quantità raccolte dimostrano quanto il problema degli abbandoni e dell’incuranza dei propri gesti sia ancora diffuso – ha dichiarato Matteo Marmiroli –. Questi rifiuti, peraltro vicinissimi alla riva di un lago naturale, prima o poi possono raggiungere il Po e poi il mare, con conseguenze sull’ambiente e sulla nostra salute. Educazione fin dai primi anni di scuola, controlli, sanzioni e una forte collaborazione con le istituzioni sono elementi necessari per invertire questa tendenza”.
La giornata si è chiusa con grande fatica, ma anche con la soddisfazione di aver restituito dignità a un luogo prezioso. SABAR ha poi provveduto al recupero del materiale raccolto nella giornata successiva.
L’intervento di Fogarino conferma quanto le aree naturali abbiano bisogno di attenzione costante. Pulire è necessario, ma il vero obiettivo resta evitare che boschi, rive e golene vengano trasformati in discariche. Perché il Po non è un luogo dove lasciare rifiuti: è un patrimonio da rispettare e proteggere.
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