Dopo il fischio finale si puliscono gli spalti: a Udine, Plastic Free sperimenta un nuovo modello di tifo sostenibile

Il fischio finale non ha segnato la conclusione della giornata per una ventina di giovani volontari Plastic Free. Sabato 19 settembre, al Bluenergy Stadium di Udine, dopo la partita di Serie A tra Udinese e Cagliari sono entrati in azione sugli spalti per raccogliere e differenziare i rifiuti lasciati dal pubblico, coinvolgendo anche alcuni tifosi.
L’attività è stata uno dei tasselli di “Play for Sustainability – Tutti in campo per il pianeta”, il progetto con cui Udinese Calcio ha dedicato l’intero matchday alla sostenibilità ambientale e sociale. Il club friulano è il primo in Italia ad aver utilizzato il Football Event Sustainability Manual UEFA come riferimento per una partita di campionato, trasformando l’appuntamento sportivo in un laboratorio di pratiche da misurare e migliorare nel tempo.
Plastic Free ha partecipato con 22 volontari coordinati da Daniele Bosca, referente regionale dell’associazione per il Friuli-Venezia Giulia. Durante la partita il gruppo ha presidiato anche le isole ecologiche presenti all’interno dello stadio, sensibilizzando gli spettatori sulla corretta gestione dei rifiuti. A gara terminata è partita invece la pulizia degli spalti, con sacchi separati per consentire il successivo conferimento dei materiali.
Un gesto che richiama quanto avviene ormai abitualmente sugli spalti da parte di alcuni tifosi giapponesi e che, per l’occasione, Plastic Free ha provato a trasferire anche nel calcio italiano: non limitarsi a utilizzare lo stadio, ma lasciare il proprio settore pulito dopo aver assistito alla partita.
A caratterizzare la giornata è stata soprattutto la presenza di tanti ragazzi tra i volontari. Un segnale importante per un’iniziativa che punta a parlare a un pubblico molto ampio come quello del calcio e a trasformare comportamenti semplici in nuove abitudini collettive.
Il cleanup è stato inserito in un programma più articolato predisposto dall’Udinese: collegamenti gratuiti in autobus per i possessori di biglietto o abbonamento, una pedalata ecologica di circa cinque chilometri verso lo stadio, servizi per chi arrivava in bicicletta, iniziative per l’accessibilità e un sistema di ristorazione attento anche alla riduzione degli sprechi alimentari.
“Portare Plastic Free all’interno di uno stadio significa poter parlare a migliaia di persone contemporaneamente – sottolinea Bosca –. Non è semplice modificare le abitudini del pubblico, ma proprio per questo esperienze come questa possono avere un valore enorme. Vedere tanti giovani scegliere di partecipare alla pulizia dopo la partita ci fa capire che esiste la disponibilità a fare la propria parte”.
L’esperienza di Udine punta ora ad andare oltre il singolo appuntamento. Secondo il referente Plastic Free, quanto realizzato sarà portato all’attenzione del sistema calcistico e ha già suscitato interesse per possibili iniziative analoghe in altri stadi.
Una sperimentazione che prova così a utilizzare la forza comunicativa del calcio per diffondere un messaggio semplice: anche una partita può diventare un’occasione per cambiare abitudini, coinvolgere migliaia di persone e rendere la sostenibilità parte dell’esperienza stessa dello stadio.
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