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Assemblea Generale ONU sostiene lo storico pronunciamento della Corte Internazionale di Giustizia sul clima,

20 May 2026

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una storica risoluzione a sostegno del pronunciamento della Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) che, nel luglio 2025, aveva stabilito l’obbligo degli Stati di proteggere l’ambiente e contrastare il cambiamento climatico attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra e l’abbandono progressivo dei combustibili fossili.


La risoluzione, promossa da Vanuatu insieme ad altri Paesi particolarmente vulnerabili agli effetti della crisi climatica, è stata approvata con 141 voti favorevoli, 8 contrari e 28 astensioni. Tra i Paesi che hanno votato contro figurano Stati Uniti, Russia, Arabia Saudita, Iran, Israele, Bielorussia, Liberia e Yemen. L’Italia ha invece votato a favore della risoluzione insieme alla maggioranza degli Stati membri ONU.


Secondo il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres, il voto rappresenta “una potente riaffermazione del diritto internazionale, della giustizia climatica e della scienza”.


Per Plastic Free Onlus, associazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica e nella sensibilizzazione ambientale oggi presente in 40 Paesi nel mondo, il passaggio approvato dall’ONU rappresenta un segnale politico e culturale di portata storica.


“Questa risoluzione riafferma con forza che non esiste più separazione tra tutela ambientale e tutela dei diritti umani – dichiara Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus – Chi inquina, devasta ecosistemi o rallenta la transizione ecologica non sta compromettendo soltanto il pianeta, ma anche salute, sicurezza, dignità e futuro delle persone. Ora serve tradurre questi principi in politiche concrete, investimenti, educazione ambientale e scelte coraggiose”.


Plastic Free sottolinea inoltre come il tema dell’inquinamento da plastica sia strettamente intrecciato alla crisi climatica, dalla produzione legata ai combustibili fossili fino agli impatti sugli ecosistemi terrestri e marini.


“Stiamo assistendo a un cambio di paradigma culturale e geopolitico – afferma Silvia Pettinicchio, Global Strategy Director di Plastic Free Onlus – La crisi ambientale non viene più letta soltanto come emergenza ecologica, ma come tema di giustizia globale, responsabilità intergenerazionale e diritti fondamentali. È un passaggio enorme anche per la società civile, per gli attivisti ambientali e per tutte le organizzazioni che da anni chiedono una governance internazionale più forte sul clima e sull’inquinamento”.

 

Per Plastic Free, la lotta all’inquinamento da plastica rappresenta oggi anche una sfida climatica globale.


Ogni anno vengono prodotte oltre 400 milioni di tonnellate di plastica nel mondo e meno del 10% viene realmente riciclatoprosegue De GaetanoDietro la plastica c’è un modello produttivo ancora fortemente dipendente dal petrolio e dai combustibili fossili. Combattere l’inquinamento da plastica significa anche contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico”.


L’associazione esprime inoltre apprezzamento per la posizione assunta dal Governo italiano e dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, sottolineando l’importanza del voto favorevole espresso dall’Italia in sede ONU.


L’Italia ha scelto di stare dalla parte della responsabilità internazionale, della scienza e della tutela delle future generazioniaggiunge De GaetanoÈ un segnale importante che rafforza il ruolo del nostro Paese nelle grandi sfide ambientali globali e che deve tradursi sempre più in azioni concrete sui territori”.


Plastic Free evidenzia infine il ruolo simbolico assunto da Vanuatu e dagli Stati insulari più vulnerabili, che stanno guidando una delle battaglie diplomatiche più importanti del nostro tempo pur essendo tra coloro che meno contribuiscono alle emissioni globali.


“In un mondo sempre più colpito da eventi climatici estremi, perdita di biodiversità e disuguaglianze ambientali, questo voto delle Nazioni Unite manda un messaggio chiaro: la neutralità davanti alla crisi climatica non è più possibile”, conclude De Gaetano.

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