Domenica, 25 Gennaio 2026
Provincia di Rovigo,
Veneto

Taglio di Po (RO), due giorni nel fango per salvare il Grande Fiume: raccolte 5 tonnellate di rifiuti con Plastic Free

#Pulizie ambientali
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Nonostante la pioggia battente e il meteo sfavorevole, sabato 24 e domenica 25 gennaio a Taglio di Po, in provincia di Rovigo, si è svolta una delle più intense operazioni di volontariato ambientale mai realizzate sul tratto finale del fiume Po. A promuoverla è stato Riccardo Mancin, coordinatore nazionale di Plastic Free Onlus, che ha lanciato un vero e proprio appello al cuore e alla determinazione dei volontari in maglia blu.

 

Il risultato? Circa 5 tonnellate di rifiuti rimossi dalle sponde e golene del Po di Venezia, raccolti da una quarantina di volontari provenienti non solo dal Veneto, ma anche da Udine, Ancona, Trento, Bologna e Ferrara. Molti di loro hanno addirittura pernottato in paese per poter partecipare a entrambe le giornate, sfidando il fango e la fatica con uno spirito di solidarietà e passione ambientale.

 

“Io continuerò a mettere in evidenza il disastro ambientale presente nel delta – ha dichiarato Mancin – È importante mostrare quello che spesso non si vede o si fa finta di non vedere, perché il delta, purtroppo, non è solo bei paesaggi e natura selvaggia. Se le istituzioni non si impegneranno seriamente nei prossimi anni affrontando la questione con concretezza, sarà sempre peggio”.

 

Il bilancio dell’intervento è impressionante: pneumatici, fusti, vetro, bombole, plastica, ricambi per auto, e perfino una bottiglia con una struggente lettera d’amore sono stati recuperati in pochi metri, a testimonianza del grave stato di inquinamento che colpisce il tratto terminale del Po. I volontari hanno operato in condizioni estreme, lottando con argini ripidi e fangosi, spesso immersi nell’acqua, ma senza mai arrendersi.

 

Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche al gruppo dei Merenderos del Basso Polesine e a Luca, che ha messo a disposizione un furgone per il trasporto dei materiali raccolti.

 

“C’è un duplice problema – ha sottolineato ancora Mancin – da una parte i rifiuti trasportati dalle piene, dall’altra lo scarico criminale da parte di chi continua a considerare il fiume come una discarica. Serve una risposta forte, sistemica, che coinvolga enti locali, forze dell’ordine e cittadini”.

 

E mentre il Po ringrazia, lo sguardo è già rivolto al prossimo appuntamento: a fine febbraio i volontari torneranno in azione per pulire la foce del Po della Donzella. L’invito, ancora una volta, è rivolto anche ai residenti: “Vedere pochi autoctoni mi rattrista davvero tanto”, ha concluso Mancin. Per partecipare e restare aggiornati, basta seguire i canali social di Plastic Free Veneto o la sezione Eventi su www.plasticfreeonlus.it.

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