Dalla terra al mare e dal mare alla terra: Plastic Free trasforma la Marinella di Palmi (RC) in un cantiere di cittadinanza attiva
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Il mare si può difendere in tanti modi. Si può partire dalla riva, scendendo tra i grandi ciottoli della Marinella alla ricerca di plastica e altri rifiuti. Oppure si può entrare in acqua, osservare il fondale e riportare in superficie ciò che non dovrebbe esserci. Alla Marinella di Palmi, in provincia di Reggio Calabria, è successo tutto questo. Dalla terra al mare e dal mare alla terra, sessanta volontari hanno lavorato fianco a fianco, nel tardo pomeriggio di sabato 11 luglio, raccogliendo oltre 300 chilogrammi di materiale in una giornata organizzata da Plastic Free.
Partita a piedi dal Belvedere “A. Scopelliti”, detto anche “Motta”, e attraversando le curve che portano alla baia pietrosa della Marinella, la squadra di volontari ha rinvenuto plastica, polistirolo, elettrodomestici, ferraglia e altri ingombranti, scandagliando ogni angolo sia della strada sia della spiaggia.
Tra i momenti più significativi dell’iniziativa c’è stata l’attività di snorkeling. Maschere e boccagli hanno trasformato alcuni bambini in piccoli “supereroi del mare”. Accompagnati dagli adulti, hanno perlustrato la superficie dell’acqua recuperando plastica galleggiante e piccoli rifiuti che spesso sfuggono agli occhi di chi resta sulla riva. Con la sola attività di snorkeling sono stati riempiti diversi sacchi, dimostrando quanto possa essere prezioso il contributo dei più piccoli quando viene accompagnato dalla giusta educazione ambientale.
Più in profondità hanno operato i subacquei del Diving Center Le Sirene, che si sono immersi per liberare i fondali dai rifiuti accumulati nel tempo. Il loro lavoro ha permesso di recuperare materiali che, restando sul fondo, avrebbero continuato a danneggiare l’ambiente marino e la fauna.
A rendere ancora più efficace l’intervento è stato anche il presidio in mare garantito dalla Lega Navale Italiana – Sezione di Palmi e dalla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Gioia Tauro. Le imbarcazioni hanno seguito da vicino le operazioni, offrendo supporto logistico e garantendo la sicurezza delle attività in acqua. Una presenza discreta ma fondamentale, che ha permesso ai volontari e ai subacquei di operare nelle migliori condizioni, trasformando il mare in un vero spazio di collaborazione tra istituzioni e cittadini.
Contemporaneamente, sulla terraferma, decine di volontari hanno ripulito la baia dai rifiuti incastrati tra le grandi pietre della Marinella, con un’attenzione particolare alle microplastiche, frammenti sempre più diffusi e pericolosi per l’ecosistema.
L’iniziativa, promossa da Plastic Free, è stata realizzata con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Palmi, della Lega Navale Italiana – Sezione di Palmi, del Diving Center Le Sirene, del CapoSperone Resort, del Circolo Sociale Arci Chicchi, della Pro Loco APS Gli Amici di Gisa, dell’Associazione Culturale Fogghi di Luna, dell’Associazione Mbuttaturi della Varia, della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Gioia Tauro, dell’ASD Arcudace Palmi Sport Club e di Decathlon.
Un contributo determinante alla riuscita della manifestazione è arrivato dal CapoSperone Resort. Il sostegno di Antonio Magazzù e Giuseppe Di Francia ha reso possibile l’organizzazione dell’evento e il momento conclusivo di convivialità, confermando come anche il mondo dell’imprenditoria possa diventare protagonista nella tutela del territorio quando sceglie di sostenere iniziative a favore della collettività.
Presente all’iniziativa anche l’assessora all’Ambiente del Comune di Palmi, Lucia Muscari, che ha sottolineato il valore della rete nata attorno all’evento: “Questa giornata dimostra che i risultati migliori si ottengono quando realtà diverse lavorano nella stessa direzione. Ognuno ha offerto il proprio contributo e insieme siamo riusciti a dare un segnale concreto di attenzione verso il territorio. È questo il modello di collaborazione che vogliamo continuare a costruire per Palmi”.
“La risposta della città è andata oltre le aspettative – commentano le referenti di Plastic Free Maria Cristina Altomonte e Deborah Serratore –. Vedere persone di ogni età lavorare insieme per lo stesso obiettivo è stata l’immagine più bella della giornata. I trecento chili di materiale raccolto rappresentano un risultato importante, ma il valore più grande è quello culturale: insegnare che il mare si protegge conoscendolo e rispettandolo”.
A conclusione della giornata, i volontari si sono ritrovati al gazebo allestito per l’occasione in spiaggia da CapoSperone Resort per un aperitivo offerto dalla struttura, condividendo la soddisfazione di aver restituito un po’ di bellezza alla Marinella.
Per un pomeriggio la baia è diventata un’aula a cielo aperto. I bambini hanno imparato che una maschera e un boccaglio possono trasformarsi negli strumenti di un piccolo eroe. Gli adulti hanno ricordato che la tutela dell’ambiente non è un gesto straordinario, ma una responsabilità quotidiana.
Ed è proprio da qui che dovrebbe partire ogni cambiamento: dalle scuole. Educare i più piccoli al rispetto del mare significa formare cittadini più consapevoli, pronti a proteggere ciò che hanno imparato ad amare. Una giornata come questa può ripulire una baia, ma soltanto l’educazione può impedire che quei rifiuti tornino.
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