Ambiente e riscatto a Terracina (LT): detenuti Seconda Chance e volontari Plastic Free insieme per ripulire la spiaggia

Una giornata di sole, mare e rinascita quella vissuta sabato 28 marzo sulla spiaggia di Terracina, dove l’impegno per l’ambiente si è intrecciato con un forte messaggio di inclusione e seconda possibilità.
L’iniziativa, promossa da Plastic Free Onlus nell’ambito del progetto nazionale realizzato insieme a Seconda Chance, ha coinvolto volontari e 15 detenuti in permesso premio della casa circondariale di Frosinone, protagonisti di un’esperienza che ha unito tutela del territorio e crescita personale.
Guidati da Samantha D’Andrea, affiancata da Rino Casazza e Silvia Salvatori, i partecipanti hanno lavorato lungo il litorale raccogliendo circa 200 chilogrammi di rifiuti, prevalentemente plastica e vetro, restituendo decoro a un tratto di costa particolarmente frequentato.
Ma il valore della giornata è andato ben oltre i numeri. Per molti dei detenuti coinvolti, l’esperienza ha rappresentato un momento di contatto autentico con la natura e con la comunità. Le loro parole raccontano meglio di ogni dato il significato dell’iniziativa: “Giornata bellissima e rilassante, vedere il mare ci ha fatti rinascere”, ha raccontato Alessandro. Michele, che proprio in questa occasione ha festeggiato i suoi 60 anni, ha aggiunto: “Ci si sente quasi liberi”. E Marco ha sottolineato quanto sia importante “rendersi utili per l’ambiente”.
Al termine del clean up, i partecipanti sono stati accolti per un pranzo presso il Centro Velico Riviera D’Ulisse Sailing Club, seguito da una visita nel centro storico di Terracina guidata da Deborah Casazza dell’Archeoclub d’Italia, completando così una giornata all’insegna della condivisione e della scoperta del territorio.
Fondamentale il contributo della ditta De Vizia per lo smaltimento dei rifiuti e la collaborazione della casa circondariale di Frosinone, oltre al supporto di Seconda Chance, rappresentata da Flavia Filippi, che ha reso possibile l’iniziativa.
L’evento si inserisce in un progetto che ha coinvolto contemporaneamente 21 istituti penitenziari, dimostrando come la tutela dell’ambiente possa diventare uno strumento concreto di inclusione e riscatto.
A Terracina, ancora una volta, è emersa con forza un’idea semplice ma potente: prendersi cura dell’ambiente significa anche prendersi cura delle persone.
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