1781633490572_whatsapp-image-2026-06-16-at-09.12.33-(1).jpeg

World Sea Turtle Day: Salvate cinque Caretta caretta in un solo giorno

16 June 2026

Quattro tartarughe marine liberate a Castro Marina (LE) e cinque nuovi esemplari recuperati, nel giro di poche ore, lungo le coste del Salento. Nella Giornata Mondiale delle Tartarughe Marine, la Puglia racconta in modo concreto il doppio volto della tutela ambientale: da un lato il lavoro di cura che restituisce questi animali al mare, dall’altro le minacce quotidiane che continuano a metterli in difficoltà.


È quanto accaduto dopo la liberazione di quattro tartarughe marine nell’ambito dell’Italian Turtle Day promosso domenica da Plastic Free Onlus, il Centro Recupero Tartarughe Marine di Calimera è stato chiamato a intervenire per il recupero di altri cinque esemplari tra Santa Caterina, San Cataldo, Otranto e Porto Cesareo.


Un episodio che, nel giorno dedicato a livello mondiale alla tutela delle tartarughe marine, richiama cittadini, istituzioni e comunità locali alla necessità di cambiare abitudini e stili di vita che stanno compromettendo gli ecosistemi marini e la sopravvivenza di specie antichissime, presenti sulla Terra da oltre 280 milioni di anni.


A Castro Marina, in provincia di Lecce, erano tornate in mare Leo, Ale, Filippo e Mia, quattro esemplari di Caretta caretta recuperati e curati dal CRTM di Calimera, alcuni dei quali avevano ingerito ami o plastica. L’iniziativa si è svolta con la collaborazione di CIHEAM Bari – Sede di Tricase, Mondo Marevivo Castro e Plastic Free, e con il patrocinio dell’Università del Salento, della Provincia di Lecce e del Comune di Castro.


Poche ore dopo, però, il Centro di Calimera è stato nuovamente chiamato a intervenire. Due tartarughe sono state recuperate a Porto Cesareo: una, subadulta, non riusciva a nuotare correttamente ed è stata trovata in mare ricoperta di balani; l’altra era rimasta catturata in una rete. Un terzo esemplare è stato recuperato a San Cataldo, anch’esso pescato accidentalmente. Una quarta tartaruga è stata soccorsa a Santa Caterina, con una rete avvolta attorno a una pinna. La più piccola, invece, presentava un trauma al carapace compatibile con l’impatto di un’imbarcazione e aveva difficoltà a nuotare. Gli animali, recuperati da Nicolò Molle, biologo del Centro di Calimera, sono stati subito sottoposti ai primi controlli per valutarne lo stato di salute e avviare il percorso di riabilitazione, con l’obiettivo di restituirli al mare appena le condizioni lo consentiranno.


“Quello che è accaduto in queste ore dimostra perché la sensibilizzazione è fondamentale – dichiara Rosapia Reale, vicepresidente di Plastic Free Onlus –. Domenica abbiamo celebrato una grande giornata di speranza, con quattro tartarughe tornate libere a Castro e nove complessivamente in tutta Italia. Ma il recupero di altri cinque esemplari nel Salento, in appena un giorno, ci ricorda che il problema resta enorme e quotidiano. Per ogni tartaruga che torna in mare, ce ne sono altre che continuano a subire le conseguenze della plastica, delle reti, degli ami, del traffico nautico e di comportamenti che dobbiamo imparare a cambiare”.


Le tartarughe marine sono considerate sentinelle della salute del mare. Svolgono un ruolo essenziale nell’equilibrio degli ecosistemi marini e costieri, contribuendo al mantenimento degli habitat e della catena alimentare. Proprio per questo, ogni esemplare ferito o in difficoltà non racconta soltanto una storia individuale, ma segnala la pressione crescente esercitata dall’uomo sull’ambiente marino.


Come ricordato da Piero Carlino, direttore del Centro Recupero Tartarughe Marine di Calimera, la tutela delle tartarughe marine non può esaurirsi nel solo intervento sugli animali feriti. “Da quando sono diventato direttore del Centro – spiega Carlino – ho deciso che il 50% del nostro impegno deve essere rivolto al salvataggio e alle azioni dirette di salvaguardia degli animali feriti o in difficoltà, ma l’altro 50% deve essere dedicato a formare, raccontare e sensibilizzare. Solo così si può ridurre il numero di tartarughe che finiscono in difficoltà”.


Un lavoro necessario aggiunge, perché “non si può intervenire soltanto sugli animali già feriti: nel Mediterraneo muoiono circa 50mila tartarughe all’anno soltanto per una specie, mentre tutti i centri di recupero riescono a salvarne complessivamente 3-4mila. Questo significa che servono prevenzione, progetti e una maggiore consapevolezza collettiva”.


È proprio su questo fronte che si inserisce l’impegno di Plastic Free Onlus, con attività di sensibilizzazione nelle scuole, nelle piazze, sui social, attraverso il web e i media. “Arrivare a più persone possibili – sottolinea Rosapia Reale, vicepresidente di Plastic Free Onlus – significa creare quella sensibilità che poi si trasforma in scelte più sostenibili e più consapevoli. I centri di recupero tartarughe fanno un lavoro immenso e noi siamo grati a chi, ogni giorno, si impegna e si batte per questo tema”.


Le minacce sono molteplici: ingestione di plastica, frammenti di palloncini dispersi nell’ambiente, ami, lenze, reti da pesca, catture accidentali, traumi da eliche e imbarcazioni, perdita degli habitat e cambiamenti climatici. In alcuni casi, la plastica ingerita provoca un falso senso di sazietà e gravi problemi all’apparato digerente; in altri, buste e reti si avvolgono attorno alle pinne, impedendo agli animali di immergersi correttamente ed esponendoli a ulteriori rischi.

“Raccontare cosa accade a una tartaruga che ingerisce plastica o resta impigliata in una rete significa far capire alle persone che ogni gesto conta – aggiunge Reale –. Non abbandonare rifiuti, ridurre la plastica monouso, non lasciare volare palloncini, rispettare il mare, navigare con prudenza e sostenere chi tutela la fauna marina sono scelte concrete. La tutela dell’ambiente non è un concetto astratto: passa dai comportamenti quotidiani di ciascuno di noi”.


Plastic Free Onlus, organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica, ha già contribuito al salvataggio di oltre 300 tartarughe marine e accompagnato alla nascita quasi 11mila piccoli esemplari lungo le coste italiane. L’Italian Turtle Day ha voluto unire in un’unica giornata il valore del recupero, della cura e della liberazione con quello della prevenzione e dell’educazione ambientale.

Share!