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Plastic Free alla London Climate Action Week

22 June 2026

Cambiamento climatico, perdita di biodiversità, degrado degli ecosistemi e inquinamento non possono più essere affrontati attraverso politiche separate. È il messaggio che emerge dalla London Climate Action Week, tra i principali appuntamenti internazionali dedicati all’azione climatica, che riunisce nella capitale britannica oltre 75mila partecipanti tra rappresentanti delle istituzioni, imprese, università, organizzazioni della società civile ed esperti.


Il confronto si svolge mentre una vasta “heat dome” sta interessando gran parte dell’Europa occidentale, con temperature prossime ai 40 gradi anche in territori storicamente meno esposti a fenomeni di tale intensità. Una situazione che conferma la crescente frequenza di eventi estremi e la necessità di rafforzare la capacità di adattamento e la resilienza dei territori.


“Non esistono più emergenze ambientali minori: la crisi climatica, la perdita di biodiversità e l’inquinamento sono manifestazioni diverse di una stessa crisi sistemica – dichiara Silvia Pettinicchio, Global Strategy Director di Plastic Free Onlus – Non è possibile proteggere il clima senza tutelare gli ecosistemi, così come non è possibile difendere la natura senza ridurre le forme di inquinamento che ogni giorno ne compromettono l’equilibrio. Continuare a intervenire attraverso strategie isolate significa rallentare risposte che devono invece essere coordinate e immediate”.


La connessione tra ambiente e salute è al centro anche dell’approccio One Health, che considera il benessere delle persone, degli animali e degli ecosistemi come componenti interdipendenti di un unico sistema. Un principio richiamato dalle politiche europee per il ripristino degli habitat degradati e per il rafforzamento della resilienza naturale di fronte agli effetti del cambiamento climatico. In questo quadro, anche la prevenzione dell’inquinamento da plastica assume un ruolo centrale. La dispersione dei rifiuti negli ambienti terrestri e marini danneggia gli habitat, mette a rischio la fauna, altera gli equilibri naturali e contribuisce al progressivo deterioramento degli ecosistemi.


“Quando un ecosistema si degrada, diminuisce la capacità dei territori di assorbire gli effetti degli eventi estremi, aumentano i rischi per la salute e diventano più vulnerabili le comunità – prosegue Pettinicchio – È necessario superare la frammentazione delle politiche ambientali e costruire una strategia comune che tenga insieme riduzione delle emissioni, tutela della biodiversità, ripristino della natura e prevenzione dell’inquinamento”.


Le temperature eccezionali registrate in questi giorni si aggiungono a incendi, siccità, alluvioni e altri fenomeni estremi che interessano con crescente frequenza diverse aree del pianeta. “Il rischio più grande è abituarsi a considerare normale ciò che fino a pochi anni fa era ritenuto straordinarioconclude la Global Strategy Director di Plastic FreeLa crisi ambientale è anche una sfida culturale: più diminuisce la percezione dell’urgenza, più si indebolisce la capacità collettiva di reagire. La tutela del clima, il ripristino della natura e il contrasto all’inquinamento devono diventare i pilastri di una stessa azione politica, economica e sociale, perché non può esistere una società sana in un ambiente degradato”.

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