Dal Forum europeo di Strasburgo appello per maggiori tutele agli attivisti ambientali
Intimidazioni, procedimenti giudiziari strumentali, campagne di delegittimazione pubblica, ostacoli alla partecipazione democratica, limitazioni alla libertà di espressione e crescenti difficoltà operative per le organizzazioni della società civile. È il quadro preoccupante emerso nel corso della prima giornata del 1st European Forum on Environmental Human Rights Defenders, il primo Forum europeo dedicato ai difensori dei diritti umani ambientali, in corso a Strasburgo.
L’iniziativa, promossa dal Consiglio d’Europa insieme all’Office of the United Nations High Commissioner for Human Rights, all’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali e ad altri organismi internazionali, riunisce circa 400 partecipanti tra attivisti, istituzioni, rappresentanti governativi, organizzazioni della società civile e organismi delle Nazioni Unite provenienti dai Paesi membri del Consiglio d’Europa. Tra le realtà selezionate per partecipare ai lavori figura anche Plastic Free Onlus, organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica, oggi presente in oltre 40 Paesi nel mondo e accreditata presso il United Nations Environment Programme.
Nel corso della sessione riservata ai difensori ambientali, Plastic Free ha raccolto numerose testimonianze provenienti da contesti territoriali e politici molto diversi, accomunate da una stessa dinamica: chi denuncia danni ambientali, inquinamento, sfruttamento delle risorse naturali o violazioni dei diritti delle comunità locali viene troppo spesso ostacolato, isolato o rappresentato come un elemento di disturbo anziché come una risorsa per la democrazia.
“Le storie ascoltate oggi raccontano una realtà che troppo spesso rimane invisibile. In molti Paesi, coloro che difendono l’ambiente e i diritti delle persone vengono dipinti come radicali, ostacolati nelle loro attività o esclusi dai processi decisionali che riguardano il futuro dei territori – dichiara Silvia Pettinicchio, Global Strategy Director di Plastic Free Onlus presente a Strasburgo – Abbiamo ascoltato testimonianze provenienti da contesti molto diversi tra loro ma accomunate da gravi squilibri di potere tra interessi economici, istituzioni pubbliche e comunità locali. In queste condizioni diventa estremamente difficile ottenere trasparenza, accesso alla giustizia e pieno rispetto delle normative ambientali”.
Plastic Free richiama l’attenzione sul ruolo fondamentale svolto dagli Environmental Human Rights Defenders nella tutela del diritto a un ambiente pulito, sano e sostenibile, riconosciuto dalle Nazioni Unite come diritto umano universale. La protezione di questi attori rappresenta una condizione essenziale per difendere la democrazia, lo stato di diritto, la partecipazione civica e le future generazioni.
Per questo motivo l’associazione chiede al Consiglio d’Europa, agli organismi dell’Unione Europea, alle Nazioni Unite e ai governi nazionali di rafforzare concretamente i meccanismi di tutela dei difensori ambientali, garantendo protezione efficace contro intimidazioni e ritorsioni, piena libertà di espressione, associazione e partecipazione pubblica, accesso alle informazioni ambientali e alla giustizia, riconoscimento del ruolo della società civile nei processi decisionali e contrasto alle campagne di delegittimazione e disinformazione rivolte agli attivisti ambientali.
“Proteggere chi difende l’ambiente significa proteggere i diritti di tutti – conclude Pettinicchio –. Senza una società civile libera di denunciare abusi, monitorare l’operato delle istituzioni e chiedere il rispetto delle leggi, nessuna transizione ecologica potrà essere realmente giusta e democratica. Chiediamo che il Forum di Strasburgo produca impegni concreti e duraturi, affinché nessun difensore ambientale debba più scegliere tra la propria sicurezza e la difesa del bene comune”.
Il Forum europeo dei difensori dei diritti umani ambientali nasce con l’obiettivo di rafforzare i meccanismi di protezione degli attivisti ambientali, migliorare il coordinamento tra istituzioni europee e internazionali e individuare raccomandazioni operative per politiche pubbliche più efficaci. L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di riconoscimento e tutela del diritto a un ambiente sano, pulito e sostenibile, sempre più centrale nelle politiche internazionali.









