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Plastic Free torna nel deserto del Wadi Rum: tre giorni di pulizia ambientale tra sabbia, stelle e rifiuti

30 October 2025

Tre giorni nel cuore del deserto giordano, tra silenzio, dune e rocce rosse, per restituire bellezza a uno dei luoghi più suggestivi e fragili del pianeta. Plastic Free Onlus è tornata nel Wadi Rum, patrimonio dell’Umanità UNESCO, per una nuova missione internazionale di pulizia ambientale. Dopo le precedenti spedizioni del 2024 e della primavera 2025, che avevano portato alla rimozione complessiva di oltre tre tonnellate di plastica e rifiuti, un nuovo gruppo di referenti e volontari è tornato in azione per proseguire il lavoro di tutela e sensibilizzazione.

 

L’iniziativa è nata grazie all’impegno personale di Luisa Alesso, referente Plastic Free per la Giordania, che già dal 2023 aveva avviato un progetto autonomo di tutela ambientale nel Wadi Rum, spinta dalla crescente presenza di plastica in uno degli ecosistemi più delicati del pianeta. Dopo i primi tentativi di avviare una propria associazione, Luisa ha scelto di unire le forze con Plastic Free, segnalando la situazione attraverso una giornalista italiana e avviando così un dialogo diretto con Silvia Pettinicchio, Global Strategy Director dell’associazione.


È proprio Luisa che ha programmato personalmente la missione di clean-up, organizzando le tappe insieme al referente locale Eqab AlZalabieh – capo villaggio beduino e membro della riserva naturale del Wadi Rum – e coinvolgendo nel progetto i compagni di viaggio Domenica Mita (vicereferente provinciale Brindisi), Daniele D’Alessandro (referente provinciale Massa-Carrara) e la volontaria Monica Martina.


Insieme hanno attraversato per tre giorni le aree più remote del deserto, raccogliendo oltre 200 chilogrammi di rifiuti al giorno, tra plastica, copertoni, lattine, resti di bivacchi e centinaia di mozziconi di sigaretta. Le zone ripulite, isolate e difficili da raggiungere, sono state individuate e raggiunte grazie all’esperienza dei beduini locali.


“Molti rifiuti vengono trasportati dal vento o dai torrenti effimeri che si formano con le piogge e restano impigliati tra rocce e cespugli – racconta Luisa Alesso –. In alcuni casi la plastica è talmente vecchia da sbriciolarsi in mano, come mi è successo con un piatto di plastica sottile. E questi frammenti finiscono per essere ingeriti anche dagli animali del deserto, come i cammelli, che non fanno distinzione tra arbusti e rifiuti. Ho visto con i miei occhi cammelli in difficoltà, con lo stomaco pieno di filamenti di plastica. È qualcosa che spezza il cuore e che dovrebbe farci riflettere sul nostro impatto, anche dove non ci vediamo”.


Nel corso della missione, il gruppo ha vissuto anche momenti di intensa umanità e condivisione. “Dormire nelle tende beduine tradizionali, mangiare insieme ai nostri ospiti, lavorare in silenzio tra le dune e poi alzare lo sguardo verso la Via Lattea – racconta Daniele D’Alessandro – è stata un’esperienza che ci ha toccati nel profondo. Ci si sente minuscoli, ma anche parte di qualcosa di grande, che vale la pena proteggere”.


In una delle giornate si sono uniti anche quattro bambini, che con la loro energia e i loro sorrisi hanno contribuito alla raccolta dei rifiuti, aggiungendo gioia e speranza all’impegno quotidiano.


Le missioni Plastic Free in Giordania rappresentano un esempio concreto di cooperazione internazionale dal basso, resa possibile dalla tenacia di singoli volontari e dalla capacità di fare rete. “Il Wadi Rum è un simbolo universale di bellezza naturale e libertà – commenta Silvia Pettinicchio – ma anche un luogo fragile che ha bisogno di essere difeso. Queste missioni dimostrano che la sensibilità ambientale non ha confini e che quando si agisce insieme, volontari, comunità locali e istituzioni possono davvero fare la differenza”.


Plastic Free Onlus, organizzazione nata in Italia nel 2019 per contrastare l’inquinamento da plastica, è oggi attiva in 40 Paesi del mondo. Con una rete di 260.000 volontari e più di 1.200 referenti, ha già rimosso quasi 5 milioni di chili di plastica in oltre 9.300 appuntamenti ambientali.


La nuova missione in Giordania, come le precedenti, è molto più di una semplice raccolta di rifiuti: è un atto di responsabilità, un esempio di impegno civile, un messaggio di speranza che ci ricorda che nessun luogo è troppo lontano per essere salvato.

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