Volontari in azione lungo il Po: oltre 250 kg di rifiuti rimossi tra Luzzara (RE) e Suzzara (MN)

I boschi della golena del Po continuano a restituire un’immagine tanto preziosa quanto fragile. Per questo Plastic Free Onlus e WWF Mantovano hanno deciso di unire le forze avviando il progetto “PoSalvamare”, un’iniziativa dedicata alla tutela del grande fiume e al contrasto dell’inquinamento da plastica.
Dopo aver ottenuto il patrocinio dei Comuni di Suzzara e Dosolo, sabato 9 maggio una quindicina di volontari provenienti da Guastalla, Luzzara e Suzzara sono entrati in azione lungo il tratto golenale tra il lido di Luzzara, in provincia di Reggio Emilia, e il territorio mantovano.
A coordinare l’attività il referente Matteo Marmiroli insieme a Vito Morea e ai volontari coinvolti nel progetto.
Nel corso della passeggiata ecologica, sviluppata su un raggio di circa due chilometri, sono stati raccolti oltre 250 chilogrammi di rifiuti. Una quantità considerevole, tanto che parte dei materiali più pesanti – tra cui pneumatici e un grande contenitore di plastica intrappolato nel fango – dovrà essere rimossa con un successivo intervento.
Ma l’attività di pulizia rappresenta solo una parte del più ampio progetto “PoSalvamare”, che si inserisce nel quadro della Legge Salvamare 60/2022 e punta a contrastare il fenomeno del river litter attraverso raccolta, prevenzione, sensibilizzazione e ricerca scientifica.
Fondamentale in questo percorso è infatti il monitoraggio dei rifiuti rinvenuti, svolto anche grazie al coinvolgimento dell’Università di Padova, partner scientifico del progetto.
Durante la giornata i volontari hanno effettuato anche un’attività di campionamento su un’area delimitata di circa 100 metri per 15 lungo la riva del fiume. I dati raccolti restituiscono un quadro estremamente preoccupante: 45 pezzi di polistirolo, taniche, bombolette spray, decine di bottiglie di plastica, frammenti degradati, scarpe, ciabatte, palloni, pneumatici e giocattoli dispersi nell’ambiente.
Materiali che, deteriorandosi, rilasciano microplastiche e sostanze nocive destinate a entrare nell’acqua e nella catena alimentare. Un problema sempre più grave, considerando che oggi le nanoplastiche vengono ormai rilevate sistematicamente anche nel corpo umano.
Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, circa l’80% dei rifiuti marini proviene da fonti terrestri e milioni di tonnellate di plastica raggiungono ogni anno mari e oceani attraverso i fiumi.
Per questo il Po rappresenta non solo un patrimonio ambientale, culturale e turistico, ma anche uno dei principali vettori attraverso cui i rifiuti possono raggiungere il mare Adriatico.
L’attività del 9 maggio si inserisce in un percorso già avviato da Plastic Free sul territorio, che negli ultimi mesi ha portato alla pulizia di argini, parcheggi, aree pubbliche e tratti della golena del Po, con oltre una tonnellata di rifiuti recuperati e la segnalazione di una discarica abusiva alle autorità competenti.
A rafforzare questo impegno anche il recente patto di collaborazione sottoscritto con il Comune di Suzzara, finalizzato alla candidatura del territorio come Comune Plastic Free.
Un lavoro che punta non solo a rimuovere rifiuti, ma soprattutto a costruire consapevolezza. Perché, come ricordano i volontari, solo la sensibilizzazione e la collaborazione tra cittadini, istituzioni e associazioni potranno davvero fermare questi scempi ambientali.
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