Plastic Free porta in mostra il Brenta a Tombolo (PD): immagini, ricerca e sensibilizzazione contro la plastica

La pulizia del Brenta diventa racconto, immagine e occasione di confronto pubblico. Sabato 18 luglio, a Tombolo, in provincia di Padova, si è svolta la conferenza collegata al progetto ambientale nato dopo l’ultima raccolta realizzata lungo il fiume a Fontaniva, trasformando l’esperienza dei volontari in un percorso di sensibilizzazione rivolto alla cittadinanza.
L’iniziativa si inserisce nel progetto promosso da ETRA attraverso il bando “Waste Reuse” e coordinato dal Comitato Parco Palude di Onara APS, guidato dal presidente Marco Zanella. L’obiettivo è accrescere la consapevolezza sulle conseguenze dell’inquinamento da plastica e rafforzare la collaborazione tra cittadini, istituzioni, mondo della ricerca e associazionismo.
Per Plastic Free ha preso parte al percorso Roberta Antonello, referente provinciale Plastic Free Padova, già impegnata nella raccolta ambientale lungo il Brenta da cui sono nate immagini e materiali esposti nella mostra. Un modo per dare continuità all’azione sul campo e dimostrare che la tutela dell’ambiente non si esaurisce con la rimozione dei rifiuti, ma prosegue attraverso il racconto, l’educazione e la partecipazione.
Il progetto ha visto la collaborazione di diverse realtà: il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, con il contributo del professor Alberto Barausse, BrentaWave, l’Associazione Caretta Caretta di Lampedusa, Sfera Videografia e il Comune di Tombolo, rappresentato dalla vicesindaca Vanda Marchetti. Una rete ampia, capace di unire competenze scientifiche, volontariato, comunicazione visiva e attenzione istituzionale.
Al centro dell’iniziativa anche la mostra fotografica dedicata alle tematiche ambientali, che resterà aperta fino al 9 agosto per tre domeniche, dalle 9.30 alle 19.30. Le immagini raccontano il rapporto tra acqua, territorio e rifiuti, rendendo visibile ciò che spesso resta nascosto o viene percepito come lontano dalla quotidianità.
Particolarmente significativa anche l’esposizione dell’installazione dell’Associazione Caretta Caretta: un manufatto realizzato con i rifiuti plastici estratti dallo stomaco di una tartaruga marina. Un’opera dal forte impatto educativo e scientifico, capace di mostrare in modo diretto le conseguenze della plastica dispersa nell’ambiente e il legame tra comportamenti umani, corsi d’acqua e mare.
La conferenza ha rappresentato quindi un momento di chiusura e, allo stesso tempo, di rilancio. Dalla raccolta sul Brenta alla mostra, il messaggio resta lo stesso: proteggere l’acqua significa proteggere gli ecosistemi, la biodiversità e la salute dei territori che attraversa.
Plastic Free continua così a trasformare le azioni ambientali in percorsi culturali, dimostrando che ogni rifiuto raccolto può diventare anche una storia da raccontare e un’occasione per costruire maggiore consapevolezza. Perché prendersi cura dell’ambiente significa agire, ma anche aiutare le comunità a vedere davvero ciò che accade attorno a loro.
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