Sunday, May 17, 2026
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Trentino-Alto Adige

Scienziati, istituzioni e volontari insieme a Nago-Torbole (TN): il Garda al centro del convegno sulle microplastiche e la tutela ambientale

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Una giornata di confronto scientifico, sensibilizzazione ambientale e azioni concrete per la tutela del Lago di Garda ha animato Nago-Torbole, in provincia di Trento, dove si è svolto il convegno “Proteggere il Garda oggi, per un futuro migliore”, promosso da Plastic Free Onlus e L.A.CU.S. con il patrocinio della Provincia autonoma di Trento e del Comune di Nago-Torbole.

 

L’iniziativa, svoltasi sabato 16 maggio, ha riunito istituzioni, ricercatori, associazioni, Guardia Costiera e cittadini per approfondire il tema dell’inquinamento da microplastiche e le strategie necessarie a proteggere uno degli ecosistemi lacustri più importanti d’Europa.

 

Ad aprire i lavori sono state le referenti di Plastic Free Onlus Rosalba d’Aiello e Angela Bartoli, seguite dall’intervento del sindaco Gianni Morandi, che ha illustrato le azioni amministrative promosse per la salvaguardia del Lago di Garda e la sensibilizzazione di cittadini e visitatori.

 

Durante il suo intervento sono stati presentati anche i progettiIl Lago inizia qui” e quello delle boe elettriche, iniziative pensate per rafforzare la tutela dell’ecosistema lacustre e promuovere pratiche sostenibili.

 

A seguire è intervenuto Luigi Del Prete, presidente dell’associazione e project manager del Festival della Sostenibilità del Garda, che ha illustrato il progetto “Garda Sostenibile”, sottolineando come il concetto di sostenibilità debba necessariamente intrecciare ambiente, cultura e responsabilità collettiva.

 

Il cuore scientifico del convegno è stato affidato agli interventi di esperti e ricercatori che hanno presentato studi e dati sulle microplastiche e sugli effetti dell’inquinamento negli ecosistemi acquatici.

 

La dottoressa Valentina Iannilli dell’ENEA, collegata da remoto dal Dipartimento SSPT, ha ripercorso dieci anni di ricerche sulle microplastiche, dalle sponde del Garda fino all’Artico. Attraverso studi sul campo, bioindicatori e analisi sperimentali, è stato illustrato come contaminanti quasi invisibili riescano a entrare negli organismi e nelle reti trofiche, lasciando conseguenze misurabili sulla biodiversità.

 

Successivamente la dottoressa Valeria Lencioni e il collaboratore Riccardo Sbarberi del MUSE - Museo delle Scienze hanno presentato ricerche dedicate alla presenza di microplastiche, pesticidi e fragranze sintetiche negli ambienti glaciali, evidenziando come l’inquinamento riesca ormai a raggiungere anche gli ecosistemi più remoti e fragili.

 

Dopo il coffee break offerto da Garda Trentino presso il Bar Alla Sega, il 1° Luogotenente Antonio Veneroso ha illustrato le attività di monitoraggio e tutela ambientale svolte dalla Guardia Costiera Lago di Garda, soffermandosi anche sui progetti educativi sviluppati nelle scuole e sulle collaborazioni con Plastic Free per promuovere comportamenti sostenibili.

 

A chiudere il convegno è stata la dottoressa Anna Baroni, collaboratrice del professor Ennio Tasciotti dell’IRCCS San Raffaele di Roma, che ha affrontato il delicato legame tra inquinamento ambientale e salute umana.

 

L’intervento ha approfondito il tema delle micro e nanoplastiche capaci di superare le barriere biologiche fino a raggiungere il sistema nervoso, illustrando dati sperimentali preliminari sui possibili effetti tossicologici legati a stress ossidativo e sofferenza mitocondriale.

 

Al termine del convegno, grazie alla collaborazione della Sbigolada Torbolana, i partecipanti hanno condiviso un momento conviviale prima di passare dalle parole ai fatti con una passeggiata ecologica lungo il territorio di Nago-Torbole.

 

Durante il cleanup sono stati raccolti circa dieci chilogrammi di rifiuti tra plastica, materiali vari e numerosi mozziconi di sigaretta. Tra i ritrovamenti che hanno colpito maggiormente i volontari, un nido di uccelli costruito utilizzando filamenti di plastica, simbolo concreto e drammatico di quanto l’inquinamento sia ormai penetrato negli ecosistemi naturali.

 

Il convegno ha così dimostrato come la tutela del Lago di Garda richieda un approccio integrato capace di unire ricerca scientifica, istituzioni, associazioni e cittadini.

 

Perché proteggere il Garda oggi significa difendere non solo un patrimonio naturale straordinario, ma anche il futuro ambientale e sanitario delle prossime generazioni.

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