Plastic Free sempre, anche in vacanza! Una famiglia di volontari ripulisce le dune di Boavista, a Capo Verde

Anche in vacanza è difficile restare indifferenti davanti ai rifiuti abbandonati. È quanto accaduto sull’isola di Boavista, nell’arcipelago di Capo Verde, dove Daniela Bonvicini, referente Plastic Free per Brebbia, in provincia di Varese, ha deciso di dedicare parte del proprio soggiorno alla pulizia di una zona vicina alle spiagge e alle dune.
Insieme al marito Luca e ai loro bambini, la volontaria ha raccolto per circa un’ora diversi rifiuti trasportati dal vento, abbandonati lungo le strade o restituiti dall’Oceano. Tra i materiali recuperati figuravano bottiglie di plastica, numerosi frammenti di cellophane rimasti sepolti nella sabbia e un vecchio cartello trascinato via.
Un intervento spontaneo e circoscritto, nato dalla volontà di non voltarsi dall’altra parte davanti a una situazione che contrasta profondamente con la bellezza dell’isola. Boavista è infatti conosciuta per le sue spiagge, le grandi dune e il patrimonio naturalistico, ma in diverse aree la presenza di rifiuti rappresenta una criticità evidente.
“Boavista è tanto splendida quanto segnata dai rifiuti abbandonati per le strade, trasportati dal vento e riportati a riva dall’Oceano – racconta Daniela Bonvicini –. Vedere la plastica tra quelle meravigliose dune fa davvero male. Il nostro è stato un piccolo gesto, ma vuole essere anche un grido d’aiuto”:
La dispersione dei rifiuti sulle spiagge costituisce un rischio particolarmente grave per la fauna marina e per le tartarughe che scelgono questi tratti di costa per deporre le uova. Cellophane, bottiglie e altri materiali possono raggiungere facilmente il mare, essere ingeriti dagli animali oppure ostacolare i percorsi tra i nidi e l’Oceano.
L’esperienza ha rafforzato la volontà di cercare contatti con associazioni, cittadini e realtà locali disponibili a collaborare e a portare anche in questa zona le attività di sensibilizzazione e cura del territorio promosse da Plastic Free. Il lavoro necessario è molto, ma la costruzione di una rete sul posto potrebbe rappresentare il primo passo per avviare iniziative continuative.
Accanto alle criticità, la famiglia ha rilevato anche alcuni segnali incoraggianti. In diversi punti sono comparsi nuovi contenitori per la raccolta differenziata accompagnati da messaggi di sensibilizzazione, mentre alcuni locali hanno scelto di utilizzare cannucce metalliche lavabili al posto di quelle monouso.
Piccoli cambiamenti che dimostrano come una maggiore attenzione sia possibile e che, se accompagnata dal coinvolgimento della comunità e dei visitatori, possa contribuire a restituire all’isola lo splendore che merita.
L’intervento di Daniela, Luca e dei loro bambini ricorda che essere volontari significa portare con sé uno sguardo diverso, anche lontano da casa. Perché la tutela dell’ambiente non conosce confini e ogni rifiuto sottratto alla sabbia o all’Oceano è un gesto di protezione per il pianeta e per chi lo abita.
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