Thursday, October 8, 2026
Frosinone Province,
Lazio

Il piccolo Gino: storia di un mozzicone quasi immortale

#Pulizie ambientali
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Ciao,

Sono Gino, piccolo Gino,

Sono stato abbandonato qui, su questo marciapiede, ma non mi sento solo. 


Ci sono altri migliaia di mozziconi accanto a me e lì nel tombino accanto a quel bar, e in quelle griglie lì, accanto a quella panchina.


Pensa che nel mondo, ogni anno, siamo in 4500 miliardi, tutti dispersi qui e là, ai margini delle strade. 


La mia è una lunga storia di vita e sai, vivrò ancora molto a lungo, attraversando strade sempre nuove e cambiando di nuovo forma e dimensione.


Nasco a Malawi, nelle piantagioni di tabacco. Sai che lì prima c’era la foresta, un polmone verde essenziale per compensare le emissioni antropiche eppure a nessuno è importato tagliare quegli alberi. Mi sento importante davvero, gli uomini hanno scelto me mettendo a rischio la loro stessa sopravvivenza.


La coltivazione del tabacco causa circa il 5% della deforestazione globale e distrugge oltre 200.000 ettari di foreste e boschi ogni anno, non solo per liberare spazio per le piantagioni, ma anche per ottenere la legna da ardere necessaria all'essiccazione (o stagionatura) delle foglie.

Si stimano 600 milioni di alberi abbattuti ogni anno.


E se è vero che gli alberi tagliati non possono più assorbire biossido di carbonio, beh allora qualcun’altro dovrà occuparsi delle 84 milioni di CO2 prodotte dalla mia mamma industria ogni anno.


E pensare che per produrmi sono stati necessari 3,7 litri d’acqua. 1kg di tabacco necessita du 678 l di acqua, il fabbisogno annuale di una persona. Complessivamente l’industria del tabacco consuma ogni anno 22 miliardi di tonnellate di acqua. Io, piccolo Gino, da solo, così piccino eppure così tanto assetato. 


Non vi parlerò, poi, di tutte quelle sostanze nocive che contenevo quando ero nella mia forma primordiale, a nessun fumatore importa, è una scelta libera e consapevole. Però anche l’ambiente sceglie liberamente di accogliermi? Accoglie me e le mie sostanze nocive e io davvero mi chiedo se sia un ospite indesiderato. Anche i piccoli mammiferi che mi ingeriscono, saranno consenzienti?


Tutti noi mozziconi ci sentiamo degnamente rappresentati, diffusi e in costante crescita demografica. Abbiamo colonizzato i fiumi, i mari, le spiagge e anche gli intestini di molti animali acquatici. 


Poi sai, l’acetato di cellulosa che ci compone ci rende praticamente immortali. Cambiamo forma certo, il mio destino sarà ridotto a piccoli frantumi, migliaia di volte più piccoli del millimetro. Allora cambierò nome, e io da solo diverrò decine di migliaia di microplastiche. E da lì inizierà per me una nuova vita, forse tornerò sul piatto di Gianni, quel fumatore che mi gettò dal finestrino. 


Una parte di me sarà in circolo nel sangue di qualche umano, potrei trovarmi nel latte materno o nella placenta di un bambino, nel cervello di qualcuno che forse neppure ha mai fumato. 


E lo so che a te tutto questo sembra assurdo, eppure ignori la mia capacità di permanere, di diventare ancora più piccolo e sempre più invasivo, insidioso.


Ignori che i tuoi vestiti, i piatti in cui mangi, la bottiglia da cui bevi e gli imballaggi che avvolgono il tuo cibo, dissipano nell’ambiente, nell’acqua e in tutto ciò che ingerisci così tante microplastiche che io davvero, non saprei contarle.


Però io sono semplicemente il piccolo Gino e forse davvero penso troppo, credo proprio che da oggi in poi farò come Gianni, pensare meno e disperdermi meglio! 


Ciao, ci rincontreremo presto!


P. S. Non perdere mai la speranza che il nostro sia un incontro felice. Perché sai, potrei anche essere riciclato, magari diverrò parte dell’imbottitura del tuo cappotto. E allora sì che sarai un grande, perché avrei scelto di trattare me, piccolo Gino, non più come un rifiuto o una minaccia, ma come una materia prima seconda, pronta a prendere nuova vita!


Aurora Ricci

referente Plastic Free Pofi FR

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