Friday, May 29, 2026
Brescia Province,
Lombardia

I piccoli supereroi di Plastic Free sfidano le cattive abitudini degli adulti a Gussago (BS)

#Pulizie ambientali
#Giovani e scuole
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Un percorso di sensibilizzazione ambientale durato più incontri ha coinvolto due classi quarte della scuola primaria del quartiere Sale, a Gussago, in provincia di Brescia, dove Plastic Free Onlus ha accompagnato 46 bambini in un’esperienza educativa dedicata all’inquinamento da plastica e alla cura degli spazi comuni.

 

L’iniziativa è stata coordinata da Antonella Resta, referente Plastic Free Gussago, e ha coinvolto le classi 4ª A e 4ª B, composte rispettivamente da 23 alunni ciascuna. Il progetto si è articolato in due momenti: una prima parte di conoscenza e approfondimento e una seconda fase pratica con una raccolta ambientale nei pressi della scuola.

 

Durante il primo incontro, i bambini hanno conosciuto più da vicino Plastic Free e hanno riflettuto sulla presenza della plastica nella vita quotidiana. Partendo proprio dall’ambiente scolastico, hanno osservato quanti oggetti in plastica li circondano ogni giorno, comprendendo come questo materiale, utile e diffuso in tanti settori, possa trasformarsi in un problema quando viene abbandonato nell’ambiente.

 

Il confronto ha permesso di affrontare anche i danni provocati dalla plastica sugli esseri viventi e sugli ecosistemi, mostrando ai bambini quanto ogni piccolo gesto possa contribuire a proteggere o, al contrario, danneggiare il territorio. Per rendere il messaggio ancora più concreto, le referenti hanno donato a ciascuna classe un paio di pinze, così da permettere agli alunni, a turno, di tenere pulito il cortile della scuola durante la ricreazione, raccogliendo involucri e altri piccoli rifiuti abbandonati.

 

Il secondo momento si è svolto all’esterno, con una raccolta ambientale attorno all’area giochi del parco che si trova quasi di fronte alla scuola. Qui i bambini hanno potuto toccare con mano il problema e si sono detti colpiti soprattutto dalla quantità di mozziconi di sigaretta abbandonati vicino ai giochi e nell’area circostante.

 

Durante il confronto conclusivo, gli alunni hanno espresso una riflessione semplice ma molto forte: in un luogo destinato ai bambini non dovrebbero esserci mozziconi, perché si tratta di uno spazio che dovrebbe essere protetto da ogni forma di inquinamento. Da qui una conclusione altrettanto diretta: i bambini non fumano, quindi sono gli adulti a sporcare. E questo, per loro, non è giusto.

 

Nel corso della raccolta sono stati trovati anche coriandoli di plastica e pezzi di palloncini. Alcuni bambini hanno ricordato che a Gussago l’utilizzo di palloncini e coriandoli di plastica è vietato, chiedendosi perché queste abitudini continuino nonostante il divieto. Una domanda che ha aperto un confronto tra compagni e insegnanti sul rispetto delle regole, sulla responsabilità degli adulti e sull’importanza di cambiare tradizioni dannose per l’ambiente.

 

Proprio da questa riflessione è nata una proposta significativa: scrivere una lettera ai genitori per chiedere di interrompere una tradizione di fine anno legata alla conclusione del ciclo della scuola primaria, quella dell’arco di palloncini sul cancello della scuola, poi liberati in cielo, e dello sparo di coriandoli di plastica.

 

Al termine dell’attività, i bambini sono rientrati a scuola e hanno pesato i rifiuti raccolti: 6 chilogrammi per il primo gruppo classe e 4,7 chilogrammi per il secondo, per un totale di 10,7 chilogrammi rimossi dall’area.

 

Un ruolo importante è stato svolto anche dagli insegnanti, che tra un intervento e l’altro hanno continuato ad approfondire durante l’anno il tema dell’inquinamento da plastica, dando continuità al percorso avviato con Plastic Free.

 

L’esperienza di Gussago dimostra quanto i bambini siano capaci di osservare, capire e proporre soluzioni concrete. Ora la sfida passa agli adulti: ascoltare questi piccoli “supereroi” dell’ambiente e avere il coraggio di cambiare abitudini che non sono più compatibili con il rispetto dei luoghi vissuti ogni giorno dai più giovani.

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