I numeri della plastica: l’inquinamento più pericoloso al mondo

L’ONU ha definito l’inquinamento da plastica il più pericoloso in assoluto: i suoi effetti sono in grado di causare danni irreversibili al pianeta e di conseguenza alla salute dell’uomo.

 

Oltre 150 milioni di tonnellate si trovano già negli oceani e il numero cresce di 10 milioni l’anno, come se un camion pieno di spazzatura venisse svuotato in mare ogni minuto.

 

C’è talmente tanta plastica che galleggia al largo di tutti e cinque i continenti, da formare una vera e propria isola: la “Great Pacific Garbage Patch”, ovvero la “Grande chiazza di spazzatura del Pacifico” che occupa un’area davvero enorme nell’Oceano Pacifico. Le stime pensano ad una superficie grande quanto Spagna e Portogallo.

 

Ma non bisogna andar molto lontano per avere numeri impressionanti: solo nel Mediterraneo, ogni anno, finiscono 570 mila tonnellate di plastica e se, anche qui, volessimo fare un paragone equivalgono a 33.800 bottigliette di plastica. Anche la densità di inquinamento ha valori sconcertanti: recenti ricerche hanno individuato oltre 60 rifiuti di plastica per ogni chilometro quadro. La stima peggiore di tutte è invece quella per il 2050: si pensa che ci sarà più plastica che pesci negli oceani.

 

La responsabilità dell’inquinamento da plastica è collettivo.

La produzione è passata da 15 milioni di tonnellate all’anno, nel 1964, a oltre 400 milioni di tonnellate ai giorni d’oggi e purtroppo, in media, solo il 3% viene realmente riciclata. Una piccola parte viene incenerita e tutto il resto finisce nell’ambiente o come abbiamo appena visto, nei mari.

 

Il problema in assoluto più grande è quest’ultimo. La plastica è immortale, si decompone in particelle sempre più piccole e più semplici da ingerire entrando così nella catena alimentare. Oltre il 10% dei pesci contiene plastica nello stomaco mentre migliaia di tartarughe e uccelli marini muoiono dopo aver ingerito plastica. La cosa che maggiormente preoccupa è che addirittura i plancton, alla base della catena alimentare, possono mangiare plastica, così come puoi vedere in questo video pubblicato sui nostri canali social.

 

L’Università di Newcastle ha rilevato che ogni persona potrebbe ingerire mediamente 5 grammi di plastica a settimana. Le particelle plastiche arrivano all’interno del nostro corpo tramite bevande o cibi e danneggiano gravemente la nostra salute. L’acqua del rubinetto e quella nelle bottiglie di plastica, il sale e la birra risultano essere gli alimenti più contaminati dalle micro-plastiche.

 

Cosa possiamo fare nel nostro piccolo? Evitare plastica è sempre più difficile, siamo circondati da imballaggi, ma c’è sempre un piccolo modo per iniziare a dare il proprio contributo.

  1. Quando vai a fare la spesa ricorda di evitare l’acquisto di frutta e verdura conservata nel cellofan o nella plastica e porta con te una shopper in cotone così da evitare la busta in plastica. Scegli i marchi con packaging Plastic Free o con imballaggi alternativi alla plastica che tutti conosciamo.
  2. Acquista una borraccia per evitare l’utilizzo delle bottiglie di plastica. Consigliamo l’installazione a casa di un depuratore d’acqua a osmosi così farai del bene sia al Pianeta che alla tua salute, poiché ingerirai meno micro-plastica.
  3. Sposa la causa: iscriviti alla nostra associazione, diventa un nostro socio. Più siamo e più sarà semplice fare azioni concrete per il miglioramento del nostro Pianeta. Ad oggi siamo già attivi nella sensibilizzazione, nella raccolta della plastica e con il progetto scuole. È una missione importante per noi e per il futuro delle prossime generazioni altrimenti, che mondo troveranno i nostri nipoti?

 

 

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